La lunga storia dell’Osservatorio, anche in relazione alle eruzioni del Vesuvio, e le sue vicissitudini sono tutte documentate nelle collezioni possedute dall’Ente, patrimonio unico al mondo nel suo genere per ricchezza e varietà. Le collezioni raccontano la storia del primo osservatorio al mondo, fortemente connessa con l’attività del Vesuvio, e la dedizione di tanti uomini di scienza che hanno dedicato la propria vita allo studio del vulcano.
L’Osservatorio possiede e custodisce le seguenti collezioni, uniche nel loro genere per elevato valore scientifico, documentario e artistico:
• LIBRI ANTICHI A TEMA VULCANOLOGICO
• RACCOLTA DI ROCCE, MINERALI, CENERI E ALTRI MATERIALI VESUVIANI DELLE ERUZIONI STORICHE
• REGISTRAZIONI SU CARTA AFFUMICATA DELL’ATTIVITA’ SISMICA VESUVIANA DAL 1900 AL
• STRUMENTI
• MAPPE E PLASTICI GEOLOGICI E
• FOTO E FILMATI D’EPOCA DI ERUZIONI (LASTRE E PELLICOLE)
• GOUACHES DEL VESUVIO
• MEDAGLIE DI LAVA
L’edificio storico
L’edificio fu realizzato in severo ordine neodorico, su progetto dell’architetto Gaetano Fazzini (1806- 1878); i lavori di costruzione impegnarono le maestranze dal 1841 fino al 16 marzo 1848, quando la sede venne consegnata definitivamente al direttore Macedonio Melloni, completa di tutte le decorazioni. L’inaugurazione era già avvenuta, però, nel 1845, in occasione del VII Congresso degli Scienziati a Napoli.
La palazzina si erge su tre piani. La facciata volge a mezzogiorno e sfrutta due livelli con ingressi autonomi e corrispondenti in verticale, dei quali quello al piano nobile è l’ingresso monumentale, con un pronao delimitato da un colonnato, al quale si accede tramite una scala in pietra lavica raccordata a due rampe laterali. La facciata del primo piano è rivestita con blocchi di piperno e pietra lavica che incorniciano sei arcate con finestroni riquadri in mattoni intonacati. La facciata dell’ultimo piano è realizzata in mattoni, anch’essi intonacati, delimitata agli angoli da blocchi in pietra lavica.
Sulla facciata principale sono presenti due meridiane per indicare l’ora solare ed i mesi dell’anno. Al centro una lapide rettangolare reca incisa un’iscrizione, che ricorda la fondazione dell’Osservatorio per volontà del re Ferdinando II di Borbone.
Ampie e panoramiche terrazze, destinate anche alle osservazioni esterne, sono presenti sia al primo che al secondo piano.
Al primo piano la sala di maggior pregio è l’elegante sala ottagona, destinata inizialmente ad ospitare il busto in marmo di Ferdinando II, realizzato per l’occasione da Tito Angelini (1804-1878) e, già da Melloni ritenuta la più idonea per l’alloggiamento di strumenti magnetici.
Al secondo piano si trova la Gran Sala – oggi Sala Palmieri – ornata con sei edicole inquadrate da lesene con capitelli e timpani decorati con cornici e iscrizioni in gesso. Le decorazioni del soffitto furono affidate a Gennaro Maldarelli (1795-1858) che adoperò la tecnica ad olio su tela “cruda”. I dipinti situati al centro raffigurano: Minerva che corona il Genio delle Scienze con vari putti ad accordo, Eolo che comanda ai venti e La fucina di Vulcano. Ai lati estremi vi sono le raffigurazioni di due eventi atmosferici: Una tromba d’aria e Una tromba marina. Le tele offrono una rappresentazione dei fenomeni scientifico-meteorologici che richiamano i quattro elementi di aria, acqua, terra e fuoco, quest'ultimo simboleggiato da Vulcano. I quattro elementi hanno la funzione di incorniciare, sotto l’ellisse di un arcobaleno che li collega prospetticamente, il vero tema centrale: quello mitologico di Minerva, dea della Sapienza, che incorona Prometeo dispensatore del fuoco della conoscenza. Il soggetto è un omaggio allegorico alla benevolenza del Re Borbone verso le Arti e le Scienze della Terra.
Mappa
Museo del Reale Osservatorio Vesuviano
Via dell'Osservatorio, Ercolano
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dalle 09:00
alle 14:00
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dalle 09:00
alle 16:00
Prezzo:
€0.00
Gallery
Informazioni aggiuntive
Prenotazioni:
L'accesso è gratuito e la durata della visita è di circa 90 minuti distribuita in tre turni di visita giornalieri:- 09h00 - 10h30
- 10h30 - 12h00
- 12h00 - 13h30
Per ciascun turno il gruppo deve essere costituito al massimo da 50 persone.
La visita è accompagnata da guide specializzate, disponibili in inglese e francese.
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